Sabato 7 novembre la presentazione del nuovo libro dedicato all’umiltà feconda di Dio e alla misericordia che incontra la fragilità umana.
Un Dio che non resta a distanza di sicurezza, ma sceglie di chinarsi sulla storia dell'uomo fino a toccarne la carne e le fragilità. È questo il cuore del nuovo libro di fra Stefano Vita (FFB), intitolato «Dio si è sporcato le mani. L’amore puro e umile di Dio» (Edizioni Shalom), che verrà presentato alla comunità sabato 7 novembre, subito dopo la Santa Messa delle ore 18:00.
Alla serata interverrà anche il vescovo mons. Andrea Migliavacca, offrendo il suo contributo di riflessione accanto all'autore.
Il volume propone un cammino spirituale che prende le mosse dall’intuizione evangelica di san Francesco d’Assisi: contemplare un Creatore che nell’Incarnazione, nella Passione e nella quotidiana vicinanza ai peccatori rivela la sua vera grandezza proprio attraverso l'abbassamento. Nelle pagine del testo, l'itinerario si articola attorno a snodi fondamentali dell'esperienza cristiana — la misericordia, l’obbedienza, la povertà, il perdono autentico e la liberazione dalla paura.
Arricchito da riferimenti alla figura di Maria, alle lettere di san Paolo, a testimonianze vissute e alla luce evocativa di alcune opere d’arte, il libro invita a riscoprire una speranza operosa: quella di un Amore che non giudica dall'alto, ma condivide dal di dentro il cammino umano.
L'incontro è aperto a tutti coloro che desiderano fermarsi per un momento di ascolto, approfondimento e confronto fraterno.

Il nuovo libro di fra Stefano Vita, edito da Shalom Editrice, approfondisce il tema dell’umiltà di Dio.
In questo nuovo libro, l'autore fra Stefano Vita, affronta il tema dell’umiltà di Dio a partire dall’immagine di un Dio che si fa vicino all’uomo e che, per amore, “si sporca le mani” con la sua storia e la sua fragilità.
Il percorso prende avvio dall’esperienza di san Francesco d’Assisi e si sviluppa attraverso alcuni temi centrali: la misericordia, la povertà, l’accoglienza, l’obbedienza, il perdono e il superamento della paura.
Nel libro trovano spazio anche riferimenti a Maria, san Paolo Apostolo, testimonianze di vita e opere d’arte, utilizzate per approfondire i diversi aspetti dell’umiltà e della misericordia.
Il testo accompagna il lettore in un itinerario che mette al centro l’amore di Dio per l’uomo, espresso nella creazione, nell’incarnazione, nella passione e nella vicinanza di Gesù ai peccatori.

La preghiera è il primo pilastro del nostro carisma...
La Fraternità Francescana di Betania alle Vertighe di Monte San Savino è stata inaugurata il 5 maggio del 2007.
Da allora si sono succeduti fratelli e sorelle consacrati che hanno svolto il loro servizio all’interno della fraternità e nel santuario di Santa Maria delle Vertighe che caratterizza la presenza della comunità qui in terra aretina. Infatti, su invito dell’allora arcivescovo Bassetti, padre Pancrazio accolse con gioia la missione di custodire pastoralmente e materialmente il santuario di Santa Maria delle Vertighe, meta di tanti pellegrini e luogo di riconciliazione con Dio, in cui tanti fedeli hanno la possibilità di confessarsi e partecipare all’Eucaristia.
Questa è la missione primaria che la fraternità svolge qui alle Vertighe.
La preghiera è il primo pilastro del nostro carisma perché precede gli altri e in un certo senso li genera. La preghiera è invocare la presenza di Cristo tra noi, presenza che costruisce la fraternità, è l’intimità di ciascuno con Gesù Cristo, è l’alimento indispensabile per mantenere vivo il fuoco dell’amore vero che ci rende capaci di un’autentica vita fraterna e di una vera accoglienza.
P. Pancrazio
Santa Maria delle Vertighe: patrona dell'autostrada A1.
Santuario di Santa Maria delle Vertighe, epicentro di un antico culto mariano, e meta di pellegrinaggio per molti fedeli durante tutto l’anno, specie per la solennità dell’Assunzione di Maria, il 15 agosto.
La Madonna delle Vertighe è anche Patrona dell’Autostrada del Sole (A1), la prima e più lunga infrastruttura autostradale d’Italia. Questo titolo le fu attribuito nel 1964, da papa Paolo VI.
Le origini del santuario risalgono al 1073, quando fu eretta una chiesa annessa a un priorato camaldolese. Poi, attorno al 1100, avvenne un evento prodigioso, il cosiddetto “miracolo della Traslazione”, che consacrò il tempio alla devozione popolare.
La chiesa a tre navate venne ristrutturata e ampliata intorno alla metà del XV secolo, mentre il portico esterno fu realizzato all’inizio del ’500, per proteggere i pellegrini dalle intemperie. Dopo la soppressione napoleonica, nel 1816, la custodia del tempio, per quasi 200 anni, passò ai frati minori francescani, a cui, nel 2007, è subentrata la Fraternità Francescana di Betania.
Nel 2023 è iniziata un ulteriore ristrutturazione conclusasi nel 2024.
La nostra storia al Santuario.
Il Coro delle Vertighe nasce nel 2013, per iniziativa della Fraternità Francescana di Betania, custode del Santuario, e trova la sua vocazione nell’animazione liturgica.
Il coro cerca di esprimere innanzi tutto la fede dei propri coristi ed è continuamente alla ricerca di nuove soluzioni per unire il servizio liturgico al supporto di una partecipazione al canto sempre più attiva da parte dell’assemblea. Per questo motivo svolge una costante attività di recupero, in forma polifonica, spesso con armonizzazioni contemporanee, di quei canti tradizionali che non sempre ricevono la giusta dignità esecutiva.
Il coro è attento alle indicazioni liturgiche della Chiesa e segue le prassi esecutive che l’Ufficio Liturgico Nazionale della Commissione Episcopale Italiana suggerisce attraverso i propri canali.
Nel repertorio sono anche presenti numerosi brani elaborati dai compositori liturgici che collaborano regolarmente con l’ULN.
Un ringraziamento speciale ai maestri che nel corso di questi anni hanno donato al Coro delle Vertighe il loro tempo, pazienza e misericordia:
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